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Roccella
Jonica |
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| Altezza
s.l.m. 25 m. |
Abitanti
7120 |
| Municipio
Tel.(0964) 84227-8 |
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Cenni
Storici
Gli insediamenti umani documentati risalgono alla prima età del
ferro come risulta dall'interessante necropoli ascritta a questo
periodo, ritrovata in zona Sant'Onofrio, ai confini col territorio
di Caulonia. Anticamente detta Amphissa (o Amphysia) più tardi Rupella
(piccola rupe) da cui Roccella. È una delle pochissime cittadine
della costiera che conserva il nucleo originario, ancora chiamato
"la città", sorto intorno al 1000, in prossimità del mare, attorno
al promontorio su cui è costruito il castello. La sua storia si
identifica quindi col Castello angioino, detto dei Carafa dalla
famiglia napoletana dei Caracciolo alla quale apparteneva, il cui
nome si trasformò in Carafa, essendo la stessa concessionaria della
gabella sul vino detta "Campione della Carafa". Il principe Fabrizio
Carafa fu uno dei maggiori persecutori di Tommaso Campanella. Il
Castello, posto su una rocca a picco che guarda il mare, era una
fortezza inespugnabile tanto che neanche i turchi di Dragut Pascià
nel 1553, i quali pur saccheggiarono Reggio e dintorni, riuscirono
a scalfirla. Essi, al contrario, subirono gravi perdite e la distruzione
di buona parte delle centocinquanta galere con le quali si erano
presentati nello specchio d'acqua sottostante il maniero. Unìaltra
incursione di Turchi, guidata da Amurat Rais il venerdì santo del
1599 fu ugualmente respinta dai roccellesi. 
Luoghi da Visitare
Il paese si presenta agli occhi del visitatore con un fascino tutto
particolare. Il centro urbano è attraversato dalla SS 106 dalla
quale, a pettine, si diramano 3 grosse vie che consentono di raggiungere
la parte alta del paese; il vecchio Borgo, sovrastato da una gigantesca
rocca sulla quale sorge il Castello dei Carafa, vera struttura emergente
di tutto il paesaggio. Ai piedi del Castello sorge il caratteristico
Santuario di Maria SS. delle Grazie, edificato nel 1545, oggetto
di intenso culto da parte della popolazione locale. Sul lungomare
si possono ammirare, in prossimità della centralissima piazza San
Vittorio, due colonne di porfido egiziano, appartenenti o destinante
ad un tempio pagano e ritrovate da pescatori sulla spiaggia intorno
al 1863 in località Melissari (da Males are, are pagane). La zona
nuova di Roccella si è sviluppata nella pianura sottostante il castello,
diventando una nota stazione balneare. È un centro marinaro con
un moderno porto turistico peschereccio ed è anche un importante
nodo ferroviario.
Artigianato
Fino a tempi abbastanza recenti era molto diffusa in questa zona
la coltura del gelsomino, la cui essenza veniva esportata in Europa
per la preparazione di profumi. È ancora fiorente un pregevole artigianato
della creta i cui manufatti ricalcano motivi dell'arte antica.
Manifestazioni tradizionali
Per ciò che riguarda le manifestazioni e le feste patronali, il
calendario è piuttosto ricco: - Prima domenica di luglio: festa
di Santa Maria delle Grazie con la tradizionale processione delle
barche; - Prima domenica di agosto: festa patronale di S. Vittorio;
- Prima domenica di settembre: festa di San Giuseppe alle pendici
del castello nell'antico e tradizionale quartiere "Croce"; - Fine
agosto: Festival Internazionale del Jazz "Rumori Mediterranei";
- Dicembre: Rassegna Internazionale del cinema.
Gastronomia
I piatti tipici della cucina roccellese sono quelli della tradizione
più autentica: "Maccarruni i casa", "capra al ragù", a " pasta chi
sardi", "alici fritti", i "fichi secchi", i "pitti i S. Martinu".
Sulle colline intorno al paese, si produce inoltre un vino rosso
e generoso, buono per arrosti, c.d. "vinu du Voscu". E' possibile
degustare i piatti tipici in occasione delle seguenti sagre: - Sagra
del pesce azzurro nella prima settimana d'Agosto - Sagra del fungo
- (Dicembre e Agosto).
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