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Monasterace |
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| Altezza
s.l.m. 138 m. |
Abitanti
3700 |
| Municipio
Tel.(0964) 739282 |
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Cenni Storici
La ricerca, sull'origine di Monasterace e del suo nome, ha travagliato
molti studiosi di fatti storici. Le difficoltà maggiori sono sempre
consistite nel tentativo di attribuire significato al nome, poiché
esso è composto di due elementi: la prima, per convinzione di molti,
è costituta da "monte" e la seconda "race" o "strace". Ed è stata
proprio la seconda parte del nome a indurre i ricercatori a formulare
molteplici congetture. Per quanto riguarda la prima parte del nome
sembra essere pacifica ed accettabile la derivazione da "monte"
Le origini di Monasterace si fanno risalire al periodo successivo
la distruzione della città di Caulonia e dei villaggi alla stessa
collegati. Le residue popolazioni si ricostituirono in villaggi
nello stesso territorio secondo le affinità generazionali e in luoghi
elevati del terreno per non essere infetti dal plasmodium. Si ha
notizia dagli storici latini che i villaggi costituitisi dopo la
distruzione di Caulonia furono nel territorio nominati con termini
latini: Mjstrae, Consilium Castrum e Cocitum. Plinio, parlando di
Consilium le dà sito vicino a capo Stilo: e tal è Monasterace. Il
nome Consilium Castrum rimane almeno fino a quando la potenza di
Roma rimase integra. Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente,
decadde anche l'unità della lingua latina. Con l'affermarsi del
volgare rustico, non si avverti più il bisogno di continuare a chiamare
il paese col termine Consilium Castrum. Al termine Consilium Castrum
fu dato quello di Monte Arachi che vuoi designare Monte Veccia,
cioè Monte produttore di veccia, intendendo paese produttore di
leguminose. I due termini di Monte e di Arachi, con l'uso quotidiano
e per un lungo ordine di anni, si fusero, si integrarono, divenendo
un solo nome: Montarachi ovvero (da mons, montis) Monasterachi Monasterace.
Questo nome cadde in disuso da quando i Cavalieri di Rodi non assunsero
la Signoria del paese e del suo territorio e questo accadde nel
lontano 1113. 
Da quel tempo, fu attribuito al paese il nome di Rubbiano. Il nome
di Monte Arachi fu ripreso ad essere usato per designare il paese
dopo la partenza dal luogo dei Cavalieri di Rodi.
Infatti, nella carta geografica di Jacopo Castaldo e precisamente,
"nel disegno della geografia moderna di tutte le province dell'Italia",
figura riportato il nome di Monte Arachi (1562). Mentre, nel 1578,
assunse il nome di Montstarchi, come si rileva nello "Speculum orbis
terrarum di Jan Van Deutecum". Dalla ricerca effettuata intorno
a tal nome, si è trovato che la seconda parte dello stesso ha il
significato di "spiga del grano". Il nome è di origine greca: "Stachis".
Con tal nome si voleva significare che Montstarchi fosse un paese
produttore di grano. Nel 1783, si ritrova in Pitteri, il nome definitivo
di Monasterace.
Luoghi da Visitare
Si accedeva e si continua ad accedere nell'abitato da tre porte:
la Portella o Porta Marina, posta a est che è l'entrata principale;
la Porta propriamente detta, lato sud, che conserva ancora tutte
le caratteristiche antiche: è sormontata da una merlatura, da un
passaggio a ponte di sopra ad essa, nei pressi da una torre di guardia
a struttura merlata e a forma cilindrica. Da sud si accede ancora
da un'altra porta, detta comunemente "Tripu", per il fatto che fu
costruita di recente, cioè nel corso del nostro secolo per il dilatarsi
delle costruzioni abitative al di fuori delle mura, alle quali fu
praticato un foro per comunicare con la parte esterna del paese.
Le piazze principali del paese sono due: piazza Celestino Placanica
e piazza Duomo. Alla prima si accede attraverso la Porta Marina
e alla seconda dalla Porta. Al centro della piazza "Celestino Placanica",
quasi addossate al castello, vi è una costruzione privata e la dimora
del Municipio che deturpano la bellezza e la visione storica di
questa parte del paese. La piazza principale sorge al centro del
paese ed è delimitata dal Duomo e dai fabbricati congiunti alla
chiesa a forma di angolo retto. Le vie che congiungono le due piazze
sono: via Dante, a sinistra del castello, che con via Roma e la
diramazione della prima con via Castello e via municipio e, a destra
del castello, via Vittorio Emanuele, comunicano con la piazza Duomo.
Dai pressi di quest'ultima piazza, si dirama via S. Nicola che conduce
alla omonima chiesa e alla porta "Tripu". Le vie Marchese di Francia
e Marchese Martucci sono le strade interne del paese come pure via
G. Mazzini. Altre vie minori percorrono il paese nella sua configurazione
a pendii ripidi e a dislivelli paralleli. Se il visitatore di questo
nostro centro Storico dovesse affacciarsi dal "Ponte" cioè dalla
Porta Marina, vedrebbe un panorama meraviglioso: il mare jonio di
fronte con la sua maestosità azzurrina, dominato dal faro Punta
Stilo; la zona sottostante delimitata dalle colline della Melia
e a destra e a sinistra del torrente Assi, le sue vallate variopinte
di colori intensi che madre natura ha voluto elargire con copiosa
mano a questa terra meravigliosa e incantevole di Monasterace.
Manifestazioni Tradizionali
Maggio (giorno 1°) Festa di San Giuseppe Lavoratore, processione
con la Banda Musicale, Chiesa di San Giuseppe Lavoratore. Maggio
(giorno 12) Festa di S. Andrea Avellino, Patrono del paese. Si svolge
con una lunga processione nel fiume (nella foto). Fiera il 10 e
11 dello stesso mese. Giugno (giorno 28 e 29) Festa della Madonna
SS. di Portosalvo, Concerto e fuochi pirotecnici, piazza Portosalvo.
Gastronomia
Si ritrovano sapori dimenticati, come il pane di grano cotto ancora
nel forno a legna; ricchi piatti, dalla pasta "fatta in casa" filata
secondo l'uso antico, con la "virga" una specie di giunco sottilissimo
condita con svariati tipi di sugo. Da non dimenticare la gustosissima
"parmiggiana di melanzane" nelle sue infinite varietà. In alcuni
periodi dell'anno è possibile gustare alcuni cibi particolari, come
le "zzippole" nei periodi di Natale, "i cuzzupi", dolci pasquali
impastati a mano con il "lavato" e cucinati nel forno a legna. I
legumi cotti al fuoco nella "pignata".
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